Un imperdibile itinerario alla scoperta dei meravigliosi paesaggi etnei!

Sulla costa orientale della Sicilia si erge maestoso il Monte Etna, il vulcano attivo più alto del continente europeo e uno dei maggiori al mondo. La sua storia eruttiva può essere fatta risalire a più di 500.000 anni fa ed è documentata da almeno 2.700 anni. Secoli e secoli di eruzioni che hanno modificato il paesaggio circostante, trasformando flora e fauna tipiche della Sicilia in un ambiente molto suggestivo.

Lo scrittore francese Dominique Vivant Denon nel suo libro “Voyage en Sicile” pubblicato nel 1788 scriveva: “Tutto ciò che la natura ha di grande, tutto ciò che ha di piacevole, tutto ciò che ha di terribile, si può paragonare all’Etna e l’Etna non si può paragonare a nulla”.

Proponiamo un affascinante itinerario da fare in più giorni dedicato ai paesaggi etnei: un viaggio tra mare e montagna che permette di scoprire alcune delle meraviglie della Sicilia Orientale.

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Catania è il punto di partenza del nostro itinerario. Tra la città e l’Etna c’è un legame inscindibile: il vulcano domina il territorio dall’alto e ridisegna il paesaggio. Un paesaggio particolarmente diversificato che va dal mare alla montagna, fino agli scenari quasi lunari mano a mano che ci si avvicina alla vetta del vulcano. Catania sembra essersi sviluppata in simbiosi con l’Etna, con molti edifici e monumenti realizzati con la pietra lavica.

Siete pronti? Si parte!

Si esce dalla città per la via costiera che da Ognina, verso nord, attraversa un territorio fitto di insediamenti. La prima tappa del nostro itinerario è Aci Castello, antico borgo marinaro che si estende lungo le pendici dell’Etna e si protende verso il mare, sulla Riviera dei Ciclopi, così chiamata perché, secondo la leggenda omerica, gli scogli che emergono dal mare furono lanciati dal ciclope Polifemo nel tentativo di colpire la nave di Ulisse in fuga. Si tratta di faraglioni originati da emissioni laviche sottomarine. Aci Castello è dominato dalla fortificazione costruita nel 1076 su una rupe che affaccia sul mare, da cui prende il nome. Oltre al castello, oggi sede del Museo Civico, meritano una visita anche: la Chiesa di San Giuseppe, risalente al XVIII secolo; e la Chiesa Madre, con notevoli affreschi di Pietro Vasta. Nel territorio di Aci Castello si trova la frazione di Aci Trezza, un grazioso borgo reso famoso da Giovanni Verga, che vi ambientò “I Malavoglia”. Oggi è ancora presente la Casa del Nespolo, l’abitazione della famiglia Malavoglia in cui è allestito un piccolo museo.

Proseguendo si giunge ad Acireale, la più importante tra le città della Riviera dei Ciclopi. Adagiata su una terrazza lavica ai piedi dell’Etna, è una pittoresca ed elegante città barocca nota, in particolar modo, per il suo carnevale, uno dei più famosi d’Italia. Il cuore della città è Piazza del Duomo, sulla quale affacciano alcuni degli edifici più importanti, tra cui: la Basilica dei Santi Pietro e Paolo, costruita nel corso del XVII secolo con un elegante prospetto realizzato nella prima meta’ del ‘700; il Duomo, edificato tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, e rielaborato ancora nel XVIII secolo; e il Palazzo di Città, con il suo prospetto tardo barocco. 

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A questo punto l’itinerario supera l’Alcantara per fare tappa a Taormina, una delle località turistiche più famose della Sicilia, conosciuta in tutto il mondo per il suo clima mite e la ricca vegetazione. Qui è d’obbligo una visita al teatro, il monumento meglio conservato e più antico della città. Fu realizzato in un meraviglioso punto panoramico, da cui si ammirano la mole dell’Etna e il Mar Jonio. Da non perdere anche il quattrocentesco Palazzo Corvaia, la seicentesca Chiesa di San Pancrazio e il Duomo, al cui interno sono custodite pregevoli opere risalenti al periodo bizantino, rinascimentale e barocco.

Da Taormina si ritorna verso l’Alcantara e a Piedimonte Etneo comincia l’esplorazione dell’entroterra. Si prosegue fino al paese di Linguaglossa, posizionato sul versante nord-orientale dell’Etna, in una zona lavica incisa da profondi valloni. Nel centro storico si trovano edifici barocchi e palazzi tardo-ottocenteschi come il Palazzo Comunale, ma è la natura l’impareggiabile ricchezza del paese, con l’Etna che fuma in alto e lo scintillio dello Ionio in basso. È il luogo ideale per escursioni sia in estate che in inverno. La tappa successiva è Randazzo, antico borgo medievale situato tra i bacini del Simeto e dell’Alcantara. Fu definita la “città nera” a causa del largo impiego di pietra lavica nell’architettura urbana ed era anche conosciuta come la “città delle 100 chiese”, molte delle quali ancora esistenti. Tra queste meritano una visita: la Basilica di Santa Maria Assunta, risalente alla prima metà del XIII secolo, al cui interno sono conservate numerose opere d’arte; la Chiesa di San Martino, con un meraviglioso campanile, definito il più bello di Sicilia; e la Chiesa di San Nicola, risalente anch’essa al XIII secolo, che custodisce opere di grande valore.

Superato Maletto, si giunge a Bronte, un centro sorto su antiche colate laviche nel tempo trasformatesi in fertili terreni agricoli. Il paese è conosciuto in tutto il mondo per la coltivazione del pistacchio verde, una varietà che cresce solo qui e in nessun altra parte d’Europa. Tra i monumenti spiccano: il Castello di Nelson, o cosiddetto Castello di Maniace, un luogo turistico e di cultura di alto interesse e di prestigio; e il Real Collegio Capizzi, che ospita la più importante pinacoteca della Sicilia. Da Bronte si raggiunge Adrano, che mostra tracce delle antiche mura risalenti al IV secolo a.C. e soprattutto un maestoso castello normanno eretto nell’XI secolo, oggi sede del Museo Archeologico, con reperti preistorici di varie età e sculture del IV secolo a.C. Infine, da Nicolosi si sale per la strada che porta alla Funivia dell’Etna, con la quale si possono raggiungere i crateri sommitali del grande vulcano. Inoltre, qui è possibile godere di una suggestiva vista e ammirare uno dei tramonti più belli della Sicilia. A questo punto non resta che scendere di nuovo al mare in direzione di San Gregorio e di Catania.

 

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