Detto anche Castello Svevo di Catania, fu fatto costruire nella prima metà del XIII secolo per volere di Federico II di Svevia, re di Sicilia e imperatore del Sacro Romano Impero. La costruzione fu affidata al “praepositus aedificiorum” Riccardo da Lentini e faceva parte di un complesso sistema difensivo costiero della Sicilia orientale, che comprendeva anche il castello Maniace di Siracusa e quello di Augusta. Il castello fu costruito su di un promontorio che si affacciava sul mare, infatti, secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe da Castrum Sinus, cioè castello del golfo. Nel corso dei secoli è stato sede del parlamento, dimora reale dei sovrani aragonesi, adibito a carcere e utilizzato anche come caserma.
La sua storia è da sempre legata ad eventi politici e naturali. Nel tempo, a causa di gravi danni subiti tra terremoti e colate laviche, è stato oggetto di diversi interventi di restauro che hanno modificato la struttura originale. Ma è stato uno dei pochi monumenti sopravvissuti al terremoto del 1693. L’impianto dell’antica fortezza esprime gli aspetti essenziali dell’architettura federiciana: si sviluppa su base quadrata con al centro un’ampia corte interna. La struttura era segnata da quattro torri angolari e quattro torri mediane, due delle quali ancora esistenti. Le mura, realizzate in pietra lavica, hanno uno spessore di 2.50 metri. Della corte interna rimane un bel cortile con scala esterna in stile gotico realizzata in età rinascimentale. All’interno si possono ammirare opere di notevole interesse artistico.
Austero e misterioso, il castello è uno scrigno di tesori, leggende e fantasmi. Si dice che sia infestato dalle anime in pena dei numerosi prigionieri morti nelle celle. Le apparizioni misteriose sono state riferite da più fonti.
Restaurato in epoca fascista con l’intento di riportarlo all’originale stile svevo, dal 1934 è sede del Museo Civico, che raccoglie reperti archeologici e materiali riguardanti la storia culturale della città. Nel museo sono custodite alcune importanti collezioni private formate nel corso del XVIII secolo, in particolare quelle del principe di Biscari e dei padri benedettini. Il nucleo principale della collezione civica è composto da materiali archeologici di periodo ellenistico-romano, tra i quali si segnalano: il cratere attico del IV secolo a. C., con Perseo che decapita la Gorgone; e il frammento di una grande statua romana che adornava una basilica catanese. Il museo custodisce anche una preziosa raccolta di dipinti, formata principalmente da opere della collezione di Giovan Battista Finocchiaro. Di notevole pregio il Giudizio Universale del Beato Angelico e la Madonna col Bambino di Antonello de Saliba.
Lettera Living utilizza WordPress