Un affascinante e appassionante itinerario alla scoperta dei luoghi legati alla devozione e al culto di Sant’Agata.

La Santuzza, come la chiamano affettuosamente i catanesi, è profondamente legata alla città etnea e se si vuole conoscere davvero Catania non si può prescindere dalla scoperta dei luoghi legati alla devozione e al culto della Santa. In suo onore vengono celebrate due ricorrenze: l’anniversario del martirio, dal 3 al 5 febbraio; e la traslazione delle reliquie da Costantinopoli a Catania (dopo il 1126), il 17 agosto.

L’itinerario non poteva che iniziare con una visita alla Cattedrale di Sant’Agata, una delle costruzioni religiose più belle ed interessanti dell’intera regione, e non solo. Situata nella scenografica piazza del Duomo, ha un’origine fondamentalmente normanna: la prima edificazione risale all’XI secolo su commissione di Ruggero I d’Altavilla anche se, più volte distrutta e riedificata, deve il suo aspetto attuale ai lavori di ristrutturazione realizzati nel corso del XVIII secolo. Di notevole bellezza è la sua sontuosa facciata in stile barocco siciliano realizzata su progetto di Giovanni Battista Vaccarini. All’interno abbondano i marmi e le testimonianze della storia catanese e della devozione agatina. Da non perdere gli affreschi di Giovanni Battista Corradini nell’abside centrale e la cappella di Sant’Agata, che custodisce le sacre reliquie e il tesoro della martire catanese.

Nell’edificio attiguo alla cattedrale, il vecchio Seminario dei Chierici, è ospitato il Museo Diocesano, il cui percorso espositivo è suddiviso in due sezioni: la prima dedicata agli arredi liturgici della Cattedrale; la seconda agli arredi di altre chiese della città e della diocesi. Qui si può ammirare il celebre “fercolo”, pregevole opera di oreficeria utilizzata per portare in processione le reliquie della Santa nei giorni delle festività agatine. A pochi passi dal museo, lungo via Vittorio Emanuele, si trova il complesso della Badia di Sant’Agata, uno dei tanti gioielli del barocco catanese. La chiesa, che si distingue per la sua magnifica facciata e la maestosa cupola ottagonale, è opera di Giovanni Battista Vaccarini. Particolarmente suggestivo è il panorama che si può godere salendo sui camminamenti della chiesa.

L’itinerario prosegue in via Museo Biscari, dove secondo la tradizione si trovava la casa natale di Sant’Agata, di cui rimane poco o nulla. Lo testimonia una lapide con il busto marmoreo della Santa fatta affiggere nel 1728. La tappa successiva è la Fontana di Sant’Agata in via Cardinale Dusmet, che i catanesi chiamano semplicemente la Fontanella. Il monumento, eretto nel 1621 su iniziativa del Duca di Carpignano Francesco Lanario, si trova nel punto da cui partì nel 1040 il corpo della Santa quando fu trasportato a Costantinopoli dal generale bizantino Giorgio Maniace. In piazza Stesicoro si può ammirare invece la Chiesa di San Biagio, anche conosciuta come Chiesa di Sant’Agata alla Fornace. Ricostruita dopo il terremoto del 1693, sorge sul luogo ove si trovava la fornace in cui la giovane Agata subì il martirio. All’interno sono conservati i resti della fornace.

Nelle immediate vicinanze, e precisamente in piazza Santo Carcere, si trova la Chiesa di Sant’Agata al Carcere, ricostruita nel XVIII secolo su progetto dell’architetto Francesco Battaglia in stile barocco, anche se convivono armonizzati stili diversi ed elementi architettonici risalenti ad epoche precedenti. L’edificio sorge davanti all’antica prigione dove la tradizione vuole che fosse stata rinchiusa Sant’Agata e nella quale la martire catanese, secondo la tradizione, esalò l’ultimo respiro il 5 febbraio 251 d.C. Infine, l’itinerario si conclude con una visita alla Chiesa di Sant’Agata la Vetere, la prima cattedrale di Catania, la cui fondazione risale all’anno 264, quando il vescovo San Everio eresse una edicola votiva nel luogo in cui la vergine Agata subì il martirio del taglio delle mammelle. Successivamente sostituita da un vero e proprio edificio, fu ricostruita nel 1722. Al suo interno sono conservate numerose opere d’arte.

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