Questo splendido edificio in cui si fondono stili diversi si erge maestoso nella scenografica piazza del Duomo, una delle più importanti piazze tardo barocche che caratterizza l’assetto urbanistico settecentesco. È dedicata alla patrona della città, Sant’Agata, in onore della quale la città celebra due ricorrenze: l’anniversario del martirio, dal 3 al 5 febbraio; e la traslazione delle reliquie da Costantinopoli a Catania (dopo il 1126), il 17 agosto.
Più volte distrutta e ricostruita a causa delle disastrose calamità naturali che nel corso dei secoli si sono abbattute sulla città, la cattedrale sorge sulle rovine delle Terme Achilliane di epoca romana, i cui resti sono visitabili accedendo ai sotterranei. La prima edificazione, su iniziativa di Ruggero I d’Altavilla, risale al periodo 1086-1094, quando i normanni si impiantarono in città dando nuovo vigore al cristianesimo. Ma la grande chiesa deve le sue forme attuali ai lavori di ristrutturazione compiuti nel corso del XVIII secolo, in seguito al catastrofico terremoto che nel 1693 rase letteralmente al suolo interi centri abitati della Sicilia orientale. L’edificio fu realizzato su progetto dell’architetto Girolamo Palazzotto, che si occupò soprattutto dell’interno, mentre il prospetto è opera dell’architetto Giovanni Battista Vaccarini. Della prima fase della sua storia, tra XI e XII secolo, conserva le absidi e il transetto d’epoca normanna.
Il primo elemento che colpisce subito l’osservatore è la sua sontuosa facciata in stile barocco siciliano realizzata interamente in marmo di Carrara. La facciata è decorata con svariate statue in marmo. Degno di nota è il portale d’ingresso laterale marmoreo, realizzato dallo scultore Giandomenico Mazzolo nel 1577, e utilizzato dal Vaccarini come elemento di continuità con il passato. La bella cupola, posta sull’abside, risale al 1802 su progetto di Carmelo Battaglia mentre l’attuale campanile fu realizzato tra il 1867 e il 1869 dall’architetto Carmelo Sciuto Patti.
Per quel che riguarda l’interno, esso riporta importanti testimonianze della storia catanese e della devozione agatina. Spiccano i meravigliosi affreschi di Giovanni Battista Corradini nell’abside centrale, con l’Incoronazione di Sant’Agata, e lo spettacolare affresco raffigurante l’Eruzione dell’Etna del 1669 nella sagrestia, opera del pittore Giacinto Platania. Di notevole interesse anche la cappella di Sant’Agata nell’abside destra, che custodisce un autentico scrigno di tesori d’arte. Nella sfarzosa cappella, interamente ricoperta di affreschi ispirati a temi agatini, sono conservate le sacre reliquie e il tesoro della martire catanese. La cattedrale ospita anche la tomba del compositore Vincenzo Bellini, tra i più celebri operisti dell’Ottocento, e di numerosi reali normanni, svevi e aragonesi, fra i quali Federico II e Costanza d’Aragona.
Nell’edificio attiguo alla cattedrale, che in origine ospitava il Seminario dei Chierici, è allestito il Museo Diocesano. Esso espone opere di argenteria ed oreficeria, paramenti liturgici ed è dotato anche di una pinacoteca. In una sala si può ammirare il celebre “fercolo”, una pregevole opera di oreficeria catanese con la quale vengono portate in processione le reliquie della santa nei giorni delle festività agatine. La visita al museo si completa con le terrazze panoramiche, da cui è possibile godere di un’incantevole vista della città e dell’Etna.
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